Arix, dove nascono le spugne e le scope

06/03/2014

Intervista trasmessa dal magazine di approfondimento "Buone Cose" sull'emittente TRC, antecedente l’avvenuta cessione delle quote in ABRAX Srl da parte del GRUPPO ARIX nel Novembre 2015

Ci troviamo oggi al Viadana in provincia di Mantova. Siamo nel piazzale di Arix, una delle cinque aziende leader al mondo nella produzione di prodotti per la pulizia della casa. Che scopriremo durante questo viaggio.
Non solo pulizia per la casa ma anche tanta ricerca, tanta tecnologia, tante innovazioni.

A Buone Cose va dunque di scena il pulito attraverso la nostra visita ad Arix, azienda che fin dal 1969 è impegnata per migliorare la qualità della vita di tutti coloro che affrontano le piccole grandi
Pulizie domestiche.

Silvano Melegari Amministratore Delegato di Arix. Parliamo della storia e della composizione del Gruppo. Dal 1969 ad oggi com'è cambiato il volto dell’azienda?
E’ cambiato decisamente soprattutto negli ultimi 10 anni. Devo dire che la crescita è stata esponenziale sopratutto perchè noi abbiamo fatto due fasi in cui abbiamo creato la internazionalizzazione, e quindi abbiamo aperto stabilimenti all'estero, e in particolare abbiamo
anche aumentato le nostre capacità distributive e soprattutto nel mondo abbiamo aperto oltre a filiali anche logistiche e organizzazioni.

Ricerca e sviluppo sembrano essere le parole d'ordine che hanno portato l'azienda ad espandersi in tutto il mondo.
Sì è vero noi abbiamo più di 70 paesi che serviamo da Viadana. Esportiamo il 30% del nostro fatturato da qui e le nostre filiali all'estero addirittura esportano il 50%.

Il cuore dell’azienda però è rimasto a Viadana. Perché?
Questo perché l’azienda è nata qui e perché qui c'è la storicità e soprattutto perchè io ho sempre creduto fondamentalmente che in Italia deve rimanere comunque la testa e il cuore delle aziende. Altrimenti alla fine portiamo fuori tutto e questo non è possibile.

Bene, grazie all’Amministrazione Delegato. Ora passiamo la linea a Stefano Caselli e seguiamo la visita allo stabilimento numero uno di Arix.

Vi presentiamo subito l'altro padrone di casa, Riccardo Melegari, Direttore Generale di Arix.
Benvenuto a Buone Cose.
Tutti Melegari qui?! Melegari è una famiglia solida. Direttore Generale noi siamo nei magazzini dello stabilimento numero uno di Arix, che poi andremo a visitare per capire cosa succede di fatto qui da voi, e siamo vicini a queste che sono le spugne che ritroviamo nelle cucine delle nostre case. Sono un po’ grandi a dire il vero.
Dunque questo è il magazzino “semilavorato”. Noi per semilavorati intendiamo un prodotto che deve essere semplicemente tagliato e confezionato. Poco prima della produzione c'è il deposito di tutto quello che riguarderà poi la produzione assieme al materiale di confezionamento.

Questo è uno dei nostri core business, la nostra controllata Abrax produce la materia prima cioè questa verde. Ce la fornisce in lastre già accoppiate con una spugna classica, in questo caso un poliuretano espanso normalissimo, una plastica … per intenderci.
Successivamente poi nella produzione noi andiamo a confezionare quindi a declinare
questo prodotto nelle varie dimensioni che poi voi vedete e si vedono sul mercato, sia a marchio nostro che a marchio dei più famosi distributori della nostra distribuzione italiana di ipermercati e supermercati.

Ecco lei parlava di Abrax e ha diviso praticamente la spugna: la parte superiore verde e quella gialla che è la vera e propria spugna. Ma questo qui sopra cos’è allora?
Abrax è un’azienda che è nata nel 1995, significa Abrasivi Arix ed è una delle 5 produttrici al mondo di fibra abrasiva, cioè questa qui che lei vede verde, viene prodotta anche in altri colori. Nel caso per esempio di no-scratch cioè antigraffio viene prodotta anche con diversi altri colori blu o bianca. La classica verde è quella che per antonomasia, sul mercato italiano, è quella che gratta, per intenderci. In questo caso c’è già stata una lavorazione. C’è stato un accoppiamento con un poliuretano espanso normalissimo, una spugna per intenderci, e viene accoppiata a fuoco. Perché a fuoco?
Perché basta sciogliere leggermente il poliuretano che, per fusione, la fibra aderisce …si costituisce un corpo unico. Se proviamo a romperla si rompe il poliuretano, ma non la saldatura.
Queste sono le spugne buone! Questa è una delle spugne più buone che facciamo.

40 Dentro la parte verde o blu o bianca che cosa c’è?
L’iniziale materia prima è un “non tessuto”, cioè praticamente sono dei fiocchi di poliestere e nailon che vengono assemblati e poi la macchina spruzza gli abrasivi; poi viene seccata, cotta letteralmente, producendo un materiale che rispetto a quando è entrato a quando è uscito è circa 6/7 volte più pesante. Quindi sono tutti materiali abrasivi: quarzi, dolomitarzi ecc.. che servono per grattare lo sporco.
C’è abrasivo e abrasivo .. non sono tutti uguali. Sì, c’è abrasivo e abrasivo e c’è supporto e supporto. Questa è già una fibra di qualità medio-alta, non tra le più economiche.
Per una qualità medio alta parliamo di circa 800/900 gr al metro quadrato, mentre le più economiche per paesi in via di sviluppo sono circa la metà.
Ovviamente meno materiale c’è e meno c’è durata anche del prodotto.

Arix, Abrax … ma da dove derivano questi nomi se voi vi chiamate Melegari ed è la vostra azienda?
L’azienda nasce alla fine degli anni 60 tramite il papà di mia cognata. Arix è assolutamente un nome di fantasia, solo che in quegli anni tutte le aziende che si occupavano di pulizia casa in generale finivano per X. Quindi ci fu questo nome Arix, assolutamente di fantasia che non ha nessun significato e nessun nesso con la famiglia Melegari o Ballasini, il fondatore.
Però ha delle origini motivate perché allora i nostri maggiori concorrenti avevano un nome che finiva con la X. Arix ha voluto emulare questo.

Vogliamo scoprire come vengono tagliate e confezionate queste spugne ritroviamo nella vita di tutti i giorni.

Siamo tornati ad Arix sempre Viadana sempre in provincia di Mantova. Abbiamo visto prima insieme a Riccardo Melegari questi enormi panni che poi di fatto diventano spugne.

La materia prima è sempre la stessa: questa spugna è un po’ più alta per dare la possibilità alla signora utilizzando la parte che gratta, di poterla impugnare sia da bagnata che da asciutta. Questa scanalatura salva unghie viene fatta con una fresa normalissima, uguale a quella che usa il falegname … sostanzialmente.
Come vedete qui il processo è industrializzato e quindi entra la stecca, la stecca intera di circa 2 metri, e viene fatta la scanalatura per il lungo e il taglio nella misura desiderata: in questo caso 9 centimetri. Poi la spugna va direttamente al confezionamento.

Poi cosa accade là in fondo? perché le spugne girano?
Siccome vengono confezionate in un cellophane, per evitare che la signora veda a seconda dell’esposizione sullo scaffale da una parte o dall’altra, o solo l’abrasivo o solo la spugna, ne giriamo una in modo automatico in modo da far vedere che c’è l’abrasivo e c’è la spugna.

Mi tolga una curiosità. Abbiamo detto stesso materiale, ma non è proprio italiana questa spugna, come concezione. In Italia le spugne erano come quella, una volta.
Sì. Diciamo che la salva unghie va a sostituire la semplice fibra abrasiva. La signora dovrebbe usare la semplice fibra abrasiva che gratta e basta, che è la genesi della spugna praticamente. Una volta veniva utilizzata da sola. Oggi l’evoluzione ha proposto quest’ultima che non è nient’altro che una derivazione della spugna normale dando la possibilità alla signora di non toccare l’abrasivo e quindi non grattarsi le dita.
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