Eccellenza nella produzione dei prodotti per la pulizia della casa

06/03/2014

Intervista trasmessa dal magazine di approfondimento "Buone Cose" sull'emittente TRC, antecedente l’avvenuta cessione delle quote in ABRAX Srl da parte del GRUPPO ARIX nel Novembre 2015

Bentornati a Buone Cose siamo sempre a Viadana in provincia di Mantova allo stabilimento Arix. Ci stiamo occupando durante la nostra visita insieme a Riccardo Melegari, direttore generale di Arix, di spugne ma non solo perché qui ci sono anche panni per la pulizia della casa.
Un’altra parte consistente del nostro business che riguarda la pulizia della casa è tutta quella parte relativa ai panni; in questo caso vedete un minimo di industrializzazione del processo, nel senso che abbiamo cercato di tramutare la classica busta, imbustata a mano del panno, l’abbiamo cercata di tramutare in un film e in una macchina che è stata adattata dal confezionamento in pratica dei settimanali al confezionamento dei panni.

... noi perchè siamo venuti a trovarvi? Perché di fatto voi siete una delle realtà italiane che, abbiamo scoperto già durante questa nostra visita, tiene d'occhio l'ambiente, tiene d'occhio quello che ci circonda, tiene d'occhio l'occupazione perché qui a Viadana insomma avete praticamente creato occupazione, creato lavoro e salvato anche posti di lavoro, come ci raccontava suo fratello. Diciamo che in 25 anni l’azienda è passata da 35 dipendenti in Italia, nella zona in particolare, a oltre 250. Andiamo orgogliosi perché in questo periodo di crisi non abbiamo fatto un'ora di cassa integrazione, quindi non è poco.
Ovviamente poi ci sono filiali all'estro ma le filiali all'estero vengono fatte per servire altri mercati non per fare mobbing o low costing. Per intenderci questo sarebbe stato il nostro principio: conquistare altri mercati. Però non è tutto oro quello che luccica .. mai .. perchè questi panni non sono italiani. Questi panni non sono italiani, sono europei, ma non sono italiani. Questi panni sono fatti in collaborazione con una famiglia spagnola, con cui abbiamo iniziato una collaborazione ormai quasi vent’anni fa.
Purtroppo in Italia non abbiamo una tecnologia che consente di avere un prodotto così evoluto. Però è spagnola quindi totalmente europea la produzione e ancora di una famiglia, nonostante le dimensioni i piuttosto importanti dell’azienda.

Senta ma tutti questi pacchi bianchi, dopo che il prodotto è stato inscatolato, dove vanno a finire? Noi li vediamo girare lassù in alto. C'è un nastro trasportatore?
Sì il cartone viene sigillato da queste macchine e poi portato per via aerea al pallettizzatore nostro che abbiamo visto poc’anzi. Questo evita, vista la notevole mole di pallet che movimentiamo e movimentano la nostra produzione, di avere muletti che vanno avanti indietro come se fossero su un’autostrada, con tutti i rischi annessi e connessi. E poi tutto viene pallettizzato, messo su pallet per le spedizioni e anche qui c’è un processo automatizzato.
Diciamo c'è un processo automatizzato. Non è solo nostro, bisogna dirlo, perchè assieme alle imprese di distribuzione, coop e le maggiori, già una quindicina di anni fa si è iniziato ad avere un tavolo di discussione, per cui, per evitare costi logistici e processi logistici molto ampi con i costi annessi, si è cercato di dare una lettura comune, in modo che il nostro magazzino e il magazzino della distribuzione utilizzassero gli stessi codici ean e gli stessi codici di movimentazione, evitando ovviamente dispersioni e poche ottimizzazioni.
Allora noi adesso dobbiamo andare a visitare le scope, perchè c'è anche tutta la parte scope e spazzole, divisione plastiche.

Grazie Stefano! A Buone Cose prosegue l’incontro con Silvano Melegari, Amministratore Delegato del gruppo Arix. Avete acquisito un marchio storico Tonkita. Perché, con quali obiettivi?
Dunque noi l’abbiamo acquisita nel 2011, di fatto è sempre rimasta a Viadana pur passando alla proprietà di un torinese, quindi il cuore vivo cuore di questa azienda è rimasto a Viadana. In questi ultimi anni la crescita, nostra interna, che abbiamo fatto con ricerche e sviluppo, aveva la necessità di avere un brand molto importante che era Tonkita. La casa che lo voleva vendere era da tempo che era sul mercato e noi ci siamo avvicinati e abbiamo fatto quest'operazione. Peraltro devo dire estremamente interessante, non tanto quanto i numeri, che di fatto conosciamo già, che noi abbiamo sviluppato perché era un’azienda che fatturava 15 milioni e noi l’abbiamo portata a 20 milioni. Abbiamo salvaguardato anche l'occupazione che per noi è fondamentale perché tutti i dipendenti che erano nello stabilimento di Viadana li abbiamo accorpati nel nostro e quindi sono stati salvati.

Da Viadana arrivate nel mondo: come cambiano le esigenze dei consumatori nei paesi esteri?
All’estero l’esigenza dei consumatori è completamente diversa da quella italiana. L’Italia ha sullo scaffale una miriadi di prodotti per la pulizia. All'estero c'è francamente una maggior concentrazione su alcuni prodotti e quindi francamente e'molto più facile soddisfare le esigenze del consumatore estero che quello italiano.
Insomma siamo decisamente più puliti che all'estero .. possiamo dirlo? assolutamente sì, ecco se pensiamo per esempio agli inglesi che hanno le moquette che lasciano per una vita nelle loro case, chiaramente questo mina anche i nostri strumenti. Però, devo dire la verità, loro sono molto più essenziali, molto più superficiali nella pulizia rispetto a noi.

Siamo insieme ad Angelo Melegari. Ci siamo spostati dal cuore appunto di Arix e abbiamo fatto qualche chilometro in macchina per arrivare a questo stabilimento dove Arix produce che cosa?
Le scope, ma non solo. Attrezzi per la pulizia della casa: scope, spazzoloni, palette, spazzole e tutto quello che serve per pulire la casa.
Io so che dopo noi parleremo di fatto con uno degli inventori della scopa.
Quindi a lui chiederemo notizie storiche. Come sono fatte invece le scope oggi?
Noi partiamo dal granulo, la materia prima che è polipropilene vergine che acquistiamo all'estero dove ci sono i grossi impianti che producono questo materiale perché è plastica, quindi derivato dal petrolio.
Dopo che cosa succede? Dopo noi li trasformiamo, viene fuso questo materiale e viene introdotto il colore a seconda dei modelli e lo stampiamo. Una volta stampato poi viene “insetolato”, vengono messe le setole che vengono fabbricate sempre da un'azienda di Arix in Polonia. Dalle bottigliette riciclate di plastica viene ricavata la setola per le scope.
Mi spiega però una cosa? Si chiama asticella quella in cui vengono …. Assicella o supporto.
Come viene pensato un supporto per una scopa che funzioni? Cioè quali caratteristiche deve avere e come nasce l‘idea?
C’è un modellista che crea il modello con certe caratteristiche che conosciamo noi. Poi c’è il designer che creare anche il disegno che possa piacere e le dimensioni delle scope … più o meno sono di questa dimensione (non è che ce ne siano di molto grandi o molto più piccole) e poi lo spessore. Bisogna vedere anche per il raffreddamento stesso della scopa, quando viene stampata, deve avere certe caratteristiche.

Noi, nelle nostre immagini, adesso stiamo vedendo come funziona la creazione e la nascita di una scopa. Prima abbiamo visto come nasceva l'asticella che poi veniva in alcuni casi raffreddata in acqua e in altri no. E poi quando si vanno a mettere le setole? E’ incredibile insomma .. fa tutto la macchina ormai.
Sì, questa viene forata e per mezzo di punzoni vengono immesse le setole a ciuffi. Vengono immesse le setole per mezzo di un piccolo filo di ferro, vengono inchiodate dentro nel supporto e non si muovono più.

Le faccio l'ultima domanda riprendendo la scopa che ritroviamo noi nelle nostre case. E’ usata questa scopa?
No, è una caratteristica della scopa.
Questa è una scopa “più matura”, chiamata così perché viene praticamente sfibrata l'ultima parte del filo per dare più volume alla scopa e per far sì che raccolga meglio la polvere. Poi abbiamo palette, spazzole, scovoli … tutto quello che serve poi in una casa, per la pulizia della casa.
Anche gli scopettoni per il pavimento, quelli con lo straccio?
Il mocio, sì certo anche il mocio.
Però ce ne sono anche di tipologie diverse, cioè non soltanto con le frange. Ce ne sono anche proprio con lo straccio già attaccato? Sì certo. Noi lo chiamiamo Strofì, è comunque un mocio che però non ha le frange, è uno straccio unico che fa da pulisci pavimento.
Condividi su: facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner